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Hot Club ëd Turin

Hot Club ëd Turin

L’Hot Club ëd Turin vuole essere un omaggio al leggendario quintetto che diede il via al jazz europeo: l’Hot Club de France, ovvero lo storico gruppo capeggiato dalla chitarra di Django Reinhardt e dal violino di Stephane Grappelli con cui il travolgente ritmo swing venne fatto risuonare attraverso i soli strumenti a corda ovvero le chitarre, il violino e il contrabbasso.
È proprio con l’intento di far rivivere quelle iconiche sonorità acustiche, che hanno fatto scuola e che a distanza di quasi un secolo suscitano ancora meraviglia e stupore, che ha preso forma il progetto Hot Club ëd Turin. Il gruppo ha il sapore di un ritorno alle origini, che restituisce freschezza a un genere musicale quale l’Hot Jazz, la trascinante musica da ballo che con la sua incalzante allegria dispensa leggerezza e ottimismo, senza rinunciare all’essere sentimentale, elegante e sofisticata come i tempi passati.

FORMAZIONE
Stefano Ivaldi, violino
Giangiacomo Rosso, chitarra solista
Manuel Baudino, chitarra ritmica
Andrea Bottelli, chitarra ritmica
Michele Millesimo, contrabbasso

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Opera Contest

Opera Contest

Tre cantanti lirici – un soprano giapponese Rinako Hara, un tenore siciliano Arturo Capraro e un baritono lombardo Marco Tognozzi – si sfidano a suon di acuti, melodie dolci e struggenti, frasi amorose o arrabbiate, con il pubblico giudice della competizione. La prima sfida sarà con arie di W.A. Mozart; la seconda con arie tratte da opere di Rossini, Bellini e Donizetti; la terza da opere di Verdi; la quarta dal repertorio di Puccini e la quinta a sorpresa.  

ESECUTORI
Rinako Hara, soprano
Arturo Capraro, tenore
Marco Tognozzi, baritono
Al pianoforte il M° Francesco Cavaliere

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Orchestra Terra Madre

Orchestra Terra Madre

Celebrare l’incontro e la diversità attraverso i suoni, i dialetti, le danze e le tradizioni dei popoli della Terra è l’obiettivo dell’Orchestra Terra Madre, nata da un’idea di Simone Campa e Carlo Petrini per onorare le Cerimonie Internazionali di Terra Madre Salone del Gusto, evento cardine di Slow Food che, a partire dal 2004, ogni due anni prende vita a Torino.
Musicisti, cantanti, percussionisti da ogni latitudine del mondo partecipano all’ensemble musicale per dare voce e diffondere musicalmente il messaggio internazionale di Terra Madre rappresentandone lo spirito e i suoi valori fondanti: l’incontro tra persone, lo scambio di esperienze, il dialogo interculturale, la valorizzazione delle tradizioni e la tutela delle radici culturali. La lingua occitana si fonde con i ritmi del Nord Africa, le sonorità mediterranee incontrano i ritmi sudamericani, il dialetto piemontese si intona su melodie indiane, i tamburi senegalesi accompagnano un canto a tenore della Sardegna, una pizzica salentina si intreccia con un ritmo rituale cubano.
Il progetto, dalla sua nascita nel 2014, è curato artisticamente e diretto musicalmente da Simone Campa. Grazie ad un percorso di altissimo livello (due tournée italiane per Silvio Orlando, nei teatri più prestigiosi d’Italia; produzioni per Torino Spiritualità, Salone del Libro, Festival Internazionale dell’Economia, Fondazione Piemonte dal Vivo, la Reggia di Venaria Reale e Rai Tre; colonne sonore originali per i podcast di Neri Pozza Editore e per il Premio Letterario Nazionale Neri Pozza; oltre 150 esibizioni live all’attivo in festival e rassegne), l’Orchestra è stata capace di creare negli anni una comunità internazionale composta sia da musicisti professionisti, sia da “suonatori” interpreti e portatori di antiche tradizioni di trasmissione orale, dando vita ad uno spazio unico di espressione artistica condivisa e multietnica.

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Sharadì

Sharadì

La band nasce nel 1992 dall’incontro di musicisti irlandesi e torinesi. Il loro repertorio spazio dalla musica folk irlandese a quella italiana, anche con commistioni con la musica classica. Nel 1994 furono scelti per suonare a Torino all’Hiroshima Mon Amour in occasione di una conferenza di Gerry Adams, all’epoca presidente del movimento irlandese indipendentista Sinn Fein.

I componenti di Sharadì sono:
Ciaran Ward (voce e percussioni): cantante irlandese apprezzato non solo nel genere folk ma anche nella musica classica (è stato anche componente e solista nel Coro Maghini). Suona anche il bodràn, strumento a percussione della musica popolare irlandese.
Rodolfo Mezzino (chitarra classica): è stato allievo del maestro Bruno Mattioli, e si è perfezionato nelle master class di Alirio Diaz, Leo Brouwer e Angelo Giardino. Suona dal 1995 musica classica con il Trio Sona, con il quale ha registrato cd di musica contemporanea. Ha inciso anche un cd di musica flamenco, e ha suonato anche in duo con violinisti e flautisti.
Bruno Pantano (fisarmonica, sitar e voce): Pianista, cantante, fisarmonicista, ha studiato il sitar con maestri della musica classica nord indiana. Da attore ha lavorato con Teatro Studio di Ambrosini e Allegre e varie compagnie teatrali.
Vito De Bellis (banjo): suona con varie band e il suo repertorio spazia dal blues, al country e alla musica folk irlandese. 

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Programmazione Rabmataz

Programmazione Rabmataz

Rab Mataz è la rassegna che, una volta alla settimana, porta in Osteria le voci del jazz o della lirica e i brani del cantautorato italiano per esibizioni uniche e rare che uniscono la musica al cibo o raccontano la storia della musica, attraverso i suoi protagonisti.
“Rab Mataz” accosta, nel nome, Rabezzana (Rab) all’album di Paolo Conte (Razmataz), sottolineando le comuni origini nel Monferrato, terra del cantautore e dei vigneti Rabezzana. L’obiettivo dell’Osteria è diventare un luogo di ritrovo con appuntamenti di qualità per continuare la tradizione storica dei locali creati “nei sotterranei” di Torino.

Mercoledì 5 novembre
Sharadì
La band nasce nel 1992 dall’incontro di musicisti irlandesi e torinesi. Il loro repertorio spazio dalla musica folk irlandese a quella italiana, anche con commistioni con la musica classica.
Con Ciaran Ward (voce e percussioni), cantante irlandese che suona anche il bodràn, strumento a percussione della musica popolare irlandese; Rodolfo Mezzino (chitarra classica); Bruno Pantano (fisarmonica, sitar e voce); Vito de Bellis (banjo).

Mercoledì 12 novembre
Orchestra Terra Madre
Celebrare l’incontro e la diversità attraverso i suoni, i dialetti, le danze e le tradizioni dei popoli della Terra è l’obiettivo dell’Orchestra Terra Madre, nata da un’idea di Simone Campa e Carlo Petrini per onorare le Cerimonie Internazionali di Terra Madre Salone del Gusto, evento cardine di Slow Food che, a partire dal 2004, ogni due anni prende vita a Torino.
Musicisti, cantanti, percussionisti da ogni latitudine del mondo partecipano all’ensemble musicale per dare voce e diffondere musicalmente il messaggio internazionale di Terra Madre rappresentandone lo spirito e i suoi valori fondanti. La lingua occitana si fonde con i ritmi del Nord Africa, le sonorità mediterranee incontrano i ritmi sudamericani, il dialetto piemontese si intona su melodie indiane, i tamburi senegalesi accompagnano un canto a tenore della Sardegna, la pizzica salentina si intreccia con un ritmo rituale cubano.

Mercoledì 19 novembre
Opera Contest
Tre cantanti lirici – un soprano, un tenore e un baritono – si sfidano a suon di arie e romanze d’opera e il pubblico sarà giudice della competizione. Con Marco Tognozzi e i cantori del Regio.

Mercoledì 26 novembre
Hot Club ëd Turin
L’Hot Club ëd Turin vuole essere un omaggio al leggendario quintetto che diede il via al jazz europeo: l’Hot Club de France, ovvero lo storico gruppo capeggiato dalla chitarra di Django Reinhardt e dal violino di Stephane Grappelli con cui il travolgente ritmo swing venne fatto risuonare attraverso i soli strumenti a corda ovvero le chitarre, il violino e il contrabbasso.
È proprio con l’intento di far rivivere quelle iconiche sonorità acustiche, che hanno fatto scuola e che a distanza di quasi un secolo suscitano ancora meraviglia e stupore, che ha preso forma il progetto Hot Club ëd Turin. Il gruppo ha il sapore di un ritorno alle origini, che restituisce freschezza a un genere musicale quale l’Hot Jazz, la trascinante musica da ballo che con la sua incalzante allegria dispensa leggerezza e ottimismo, senza rinunciare all’essere sentimentale, elegante e sofisticata come i tempi passati.
Con Stefano Ivaldi (violino), Giangiacomo Rosso (chitarra solista), Manuel Baudino e Andrea Bottelli (chitarre ritmiche), Michele Millesimo (contrabbasso)

Ora di inizio concerti: 21.30

Ingresso:
15 euro (con calice di vino e dolce) – 10 euro (prezzo riservato a chi cena)
Possibilità di cenare prima del concerto con il menù alla carta

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Mashkatarìa

Mashkatarìa

Mashkatarìa è un quartetto jazz di giovani artisti. Nasce nella classe di musica d’insieme del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino e raccoglie le esperienze e gli studi musicali dei 4 musicisti, neo-professionisti nella scena torinese, occupati musicalmente in ambiti professionali differenti, proponendo un repertorio che si muove tra jazz standards riarrangiati, brani più modern e inediti. Lo stile è contaminato da molteplici citazioni del linguaggio jazz, che ricorda l’estro tipico dei night americani ai tempi d’oro.
Con Caterina Graniti (sax alto e voce), Giulio Nobile (pianoforte), Diego Sergi (contrabbasso e voce), Luca Lops (batteria)

 

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