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Oiseaux de Passage

Oiseaux de Passage

Il progetto del duo formato dal cantautore Carlo Pestelli e dal contrabbassista Federico Bagnasco è la messa in scena di un repertorio a quattro mani di uno dei principali punti di riferimento della chanson francese, George Brassens e del “Brassens sotto la Mole” Fausto Amodei, padre ispiratore di molti cantautori italiani. Il grano del primo è passato al setaccio dal secondo, che nei decenni ha tradotto non poche canzoni di Brassens, ora in italiano, ora in torinese.
Il concerto “Oiseaux de passage” prende il nome dal recente lavoro discografico che contiene le più recenti traduzioni di Amodei delle canzoni di Brassens e segna il sodalizio tra Carlo Pestelli e Federico Bagnasco, responsabile degli arrangiamenti. La parte preponderante della scaletta è quindi costituita da canzoni di Brassens, alcune in originale e la maggior parte nelle traduzioni di Amodei, oltre a canzoni autografe degli stessi Amodei e Pestelli.  

FORMAZIONE
Carlo Pestelli, voce e chitarra
Federico Bagnasco, contrabbasso (e cori)

CARLO PESTELLI
Carlo Pestelli vive e lavora a Torino, città in cui ha inciso il suo primo disco, Zeus ti vede, nel 2001. Muove i primi passi in particolare nell’orbita del Folk Club, aprendo concerti a diversi artisti, tra i quali: John Reinbourn, Amancio Prada, Gian Maria Testa, Claudio Lolli, Gipo Farassino ecc. Dal 1996 suona per due anni assieme ai Cantovivo. Del 2009 Un’ora d’aria, disco molto ben accolto dalla critica, a cui hanno collaborato il chitarrista Alex Gariazzo, la cantante Lalli (ex Franti) e alcuni jazzisti di fama come Gianni Coscia e Giorgio Li Calzi. Il disco gli permette di suonare in alcuni festival internazionali come MiTo (a Torino nel 2009 e nel 2010 a Milano), Un paese a sei corde, Madame Guitar, Dallo sciamano allo showman (7ma edizione) e Folk Est. Del 2013 il successivo Da quando conosco te, ep di quattro canzoni (premio Giacosa 2014). Nel 2012 l’Unione Musicale gli affida la cura di due cicli di concerti per il Teatro Vittoria di Torino. Da questi appuntamenti scaturiscono il sodalizio artistico con il chitarrista Paolo Bonfanti e la formazione degli Ashville, gruppo folk country di cui Carlo è cantante e chitarrista. L’interesse per il teatro lo porta a scrivere due spettacoli: Note di un centromediano metodista, liberamente tratto da Il fuorigioco mi sta antipatico di Luciano Bianciardi e Ma la va diretta al Piave, riflessione corale sulla grande guerra a metà tra prosa e canzoni arrangiate per coro. Ideatore della rassegna concertistica MusiCogne, di cui è direttore artistico dalla prima edizione del 2017, ha scritto un libro sulla storia della canzone Bella ciao (add editore, prefazione di Moni Ovadia), tradotto in francese nel 2020. Ancora per Block nota, come già nel 2009, esce nel maggio del 2020 la sua nuova raccolta di dieci canzoni: Aperto per ferie. L’amicizia con Fausto Amodei risale a venticinque anni fa: Fausto e Carlo hanno suonato assieme in molte occasioni, in Italia e all’estero (Spagna 2005): dal festival di Radicondoli, per volontà del suo direttore artistico Luciano Berio, al Primo maggio in piazza San Carlo, a Torino (per volontà dei sindacati). Il loro ultimo concerto assieme, presso l’Accademia della musica di Pinerolo, ottobre 2012, s’intitolava Tutte le lingue di Brassens.

FEDERICO BAGNASCO
Contrabbassista, docente, compositore e arrangiatore, occasionale polistrumentista di strumenti ad arco e a pizzico, è da anni attivo come musicista che attraversa i generi musicali e i differenti contesti della cultura e dello spettacolo, dai più tradizionali ai più sperimentali. Diplomatosi con lode in contrabbasso, presso il Conservatorio Paganini di Genova, ha approfondito anche la composizione, l’improvvisazione e la prassi esecutiva su strumenti antichi. Collabora occasionalmente con importanti orchestre e fondazioni lirico sinfoniche in Italia e all’estero anche in veste di prima parte. Collabora con molte formazioni italiane di musica barocca, suonando diversi “violoni”, partecipando a numerose e importanti rassegne in Italia e all’estero, di musica da camera e di musica corale, e suonando al fianco di alcuni fra i più importanti interpreti di musica antica. Dal 2013 fa parte dell’Eutopia Ensemble, dedito alla musica contemporanea e del ‘900. Spesso è stato coinvolto come musicista di scena per il teatro o come consulente e arrangiatore, per il teatro di prosa, per cabaret, per spettacoli per bambini, per reading poetici, o in performance teatral-musicali vere e proprie, come attore-musicista. Una parte consistente della sua attività è inoltre legata alla canzone d’autore. Le sue esperienze musicali sono passate per il jazz, il tango, la musica medievale e rinascimentale, colonne sonore per il cinema, trasmissioni televisive, la musica popolare di tradizione e la libera improvvisazione, con importanti collaborazioni (tra queste il duo di contrabbassi con Ares Tavolazzi, il Buxus Consort di Ezio Bosso o i progetti discografici e concertistici con Vittorio De Scalzi). Ha al suo attivo circa una settantina di registrazioni discografiche (per importanti etichette quali Decca, Sony Classical, Amadeus, CPO, Glossa, Stradivarius, Avie, Brilliant classics, Ricercar, Nota, Felmay, Ala Bianca, Tactus, Bongiovanni, ecc.). Nel 2014 pubblica Le Trame del Legno (NBB Records), composizioni originali per contrabbasso e manipolazione elettronica, con ottimo successo di critica; mentre nel 2022 esce Consort Music (NBB Records), composizioni originali per consort di viole da gamba e manipolazione elettronica. È direttore artistico fin dalla sua fondazione del festival Combin en Musique. È docente di contrabbasso al liceo musicale Cavour di Torino.

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Carma Dance Studio

Carma Dance Studio

“Sugar push story” di Carma Dance Studio è un viaggio nel tempo con cantanti, musicisti e ballerini per vivere l’evoluzione di un amore senza fine tra musica e ballo, dal 1850 al 1950, partendo dall’operetta, passando per l’era swing fino ai ruggenti anni ’50.
Direttore artistico, Mirko Volonnino, maestro, ballerino, profondo conoscitore e amante di quell’epoca.

Ora di inizio: 21.30
Dalle ore 23: spazio libero in pista per ballare

Ingresso:
15 euro (con calice di vino e dolce) – 10 euro (prezzo riservato a chi cena)
Possibilità di cenare prima del concerto con il menù alla carta

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Cooskreet Trio

Cooskreet Trio

Ispirandosi al celebre libro di Jules Verne, il Cooskreet Trio con “Il giro del mondo in 80 note” percorre musicalmente le vie che portano ad Africa, Americhe, Caraibi, Asia ed Europa in un pot-pourri caleidoscopico di suoni, tradizioni, strumenti.  

FORMAZIONE
Lucia Parolaro, basso elettrico
Ruggero Pezzia Fornero, chitarra acustica e percussioni
Maurizio Piatti, fiati e organetto diatonico

 

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Caminito de Tango

Caminito de Tango

Un viaggio emozionante attraverso la storia del tango: un ballo diventato Patrimonio dell’Umanità, una danza intrisa di passione e sensualità, accompagnato dalle note del vinile, tra dialoghi coinvolgenti, esibizioni spettacolari e proiezioni suggestive.
Con, da Buenos Aires, “El hombre de tango” Jorge Firpo, ballerino e coreografo, Eugenia Ricci, Susi Lillo, Riccardo Giustetto e il mago dei dischi in vinile Piermario Mameli. Presenta Mara Antonaccio. Interviene l’associazione Tango Indipendente di Fossano. 

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Porta Nuova!

Porta Nuova!

“Fatta l’Italia, adesso bisogna fare gli italiani”, disse nel 1861 un politico e scrittore (alcuni dicono Massimo d’Azeglio). La stragrande maggioranza della popolazione italiana parlava il proprio dialetto. Dopo l’unità d’Italia, con il tempo si era diffusa la scuola, e con la scuola si era diffuso anche l’insegnamento della lingua nazionale. Inoltre, migliaia di giovani si spostavano dal nord al sud e dal sud al nord per fare il servizio militare: per comunicare con gli altri soldati non potevano usare il loro dialetto, dovevano parlare l’italiano. Un secolo dopo, però, “l’italiano”, inteso come lingua comune e condivisa, era ancora da fare. Molti italiani del sud si trasferivano nelle città del nord, più ricche e industrializzate. Gli immigrati e gli abitanti delle città del nord non parlavano lo stesso dialetto, e anche questo ha favorito un po’ la diffusione dell’italiano. Ma la strada per trasformare l’italiano nella lingua di tutti fu anche facilitata dalla televisione e dalla radio. E alla radio, cosa volete che ascoltassero i “napuli” che ogni giorno arrivavano a Torino Porta Nuova per andare a lavorare in Fiat? Ma ovvio: le canzoni dei favolosi anni ’60. Una storia musicale che Billi Spuma ripercorre con i suoi inossidabili Gassati, in una coinvolgente serata di beat e ballabili che, come sempre, si trasforma in festa.

BILLI SPUMA E I SUOI GASSATI
Billi Spuma e i suoi Gassati ripercorrono da anni, in modo leggero e divertente, la storia, il costume, i balli e le mode dei mitici anni ’60. Il loro è un viaggio nell’Italia musicale del boom economico tra complessi beat e balere, twist e hully gully, jukebox e canzoni d’amore. Cantano l’Italia dei capelloni e delle speranze giovanili, del Cantagiro e delle rotonde sul mare. Raccontano attraverso ritmi surf e rhythm and blues i sogni, le atmosfere, i protagonisti di quegli anni. Interpretano a modo loro successi indimenticabili come Stasera mi butto, Guarda come dondolo, Tintarella di luna, I Watussi, Sapore di sale, La pelle nera, Bandiera Gialla. Rievocano le imprese musicali di gruppi storici come l’Equipe 84, I Rokes, I Corvi, I Camaleonti, I Ribelli e di cantanti intramontabili come Caterina Caselli, Rita Pavone, Edoardo Vianello, Gianni Morandi, Bobby Solo, Rocky Roberts, Antoine. Sono in qualche modo una leggenda vivente. Instancabili da più di trent’anni portano in tutto il mondo la contagiosa energia della musica beat nostrana e con il loro sound trascinante trasformano i concerti in spumeggianti feste danzanti.

FORMAZIONE
Billi Spuma, voce
Marc Fioretti, tastiere
Benny Pizzuto, basso
Paul Vinci, chitarra
Gianluigi Corvaglia, sassofono
Sandro Marangon, batteria

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Organ Jazz Trio per la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro

Organ Jazz Trio per la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro

L’Organ Jazz Trio formato da Danilo Pala, Enrico Perelli e Giorgio Diaferia accompagna giovedì 16 maggio la cena in Osteria Rabezzana di raccolta fondi a favore della Fondazione Piemontese per la ricerca sul Cancro.

Menù dello chef Giuseppe Zizzo
Vitello tonnato alla vecchia maniera
Fiore di zucca ripieno di ricotta, menta e parmigiano con salsa allo zafferano
Agnolotti di maialino da latte col suo fondo e miele di castagno
Stinco di vitello piemontese al Roero
Patate al forno
Crostatine con crema pasticcera e fragole
Scelta di vini Rabezzana in abbinamento per ogni piatto
Acqua e caffè

Costo: 55 euro, parte del ricavato sarà donato alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.  

 

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